CENTRO MANTOVANO di PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA
 
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Dr. Mara Biasi

XII CONGRESSO A.I.A.M.C.

Evidenza e leggenda nella psicoterapia contemporanea: le risposte

cognitivo – comportamentali.

“Musicoterapica come strumento per la qualità di vita nel paziente in fase terminale: studio pilota presso l’Hospice S. Cristoforo di Cologna Veneta (Vr)

Pescara 2-5 ottobre 2003

Biasi M.* Caneva P.**

*psicologa, psicoterapeuta

**musicoterapista, musicista

All’interno dell’Hospice San Cristoforo di Cologna V.ta è in atto una sperimentazione sull’utilizzo della musicoterapica come strumento, nell’ambito delle cure palliative,  atto a migliorare la qualità di vita del paziente con patologia tumorale in fase terminale.

L’intervento è volto agli apetti psicologici di questo tipo di paziente che si sono tendenzialmente rilevati essere: tono dell’umore depresso con conseguente ritiro dalle attività sociali, rimuginazione o eccessiva attenzione a quelli che sono i sintomi e le limitazioni che la patologia comporta, autosvalutazione con la tendenza a considerare come aspetto principale della propria persona, l’essere malato.

L’esperienza che abbiamo intrapreso dal mese di settembre del 2002 e che è tuttora in atto, ci ha portati a verificare l’effetto della musicoterapica sulle variabili psicologiche sopra considerate.

Secondo la terapia cognitiva sulla depressione con strategie di decentramento proposta dal Prof. Bizzini all’interno dell’Unità di Terapia Cognitiva per l’Anziano (UTCA) di Ginevra, spostare l’attenzione del paziente dal proprio stato e dalle cognizioni negative che ha di sé ad altro, lo porta a migliorare il proprio tono dell’umore, da un versante depressivo ad un versante più adattivo.

Secondo tali considerazioni e considerate le ultime ricerche sui benefici che la musica apporta al tono dell’umore, si è pensato di utilizzare la musica come strategia di decentramento, come strumento di terapia sul benessere di questa tipologia di pazienti.

Le attività proposte durante gli interventi di musicoterapica sono le seguenti: canto, ascolto di musica dal vivo, produzione di suoni con strumenti particolari. Sono state scelte alcune variabili comportamentali descrittive della presenza o meno di tono dell’umore depresso o comunque di mal stare.

Dalle osservazioni finora effettuate si è considerato che la musica come strategia di decentramento sembra influire significativamente ed in modo positivo sul tono dell’umore portando gli utenti a partecipare a quanto proposto, a non manifestare disagio fisico ed emotivo, sia a livello verbale che non verbale, a raccontare eventi di vita positivi collegati soprattutto a ricordi del proprio passato.