CENTRO MANTOVANO di PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA
 
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Dr. Mara Biasi

XI Congresso Nazionale SICP

Società Italiana di Cure Palliative

Forlì, 31 Marzo – 3 Aprile 2004 – Fiera di Forlì

 

MUSICA IN HOSPICE: UN PERCORSO CONFORTATO DALL’EVIDENZA

M. Biasi*, P.Caneva**, R.Grion***, S.Reale***, G.Pedelini° e A. Perini°°.

*Psicologa-psicoterapeuta, Casa di Riposo “D.Cardo”, Cologna Veneta (Vr)

**Musicoterapeuta,

***Conservatorio di Verona,

°ULSS 20 (Verona),

°°Università degli Studi di Verona

 Dalla collaborazione tra ULSS 20 di Verona, Fondazione Cariverona, Casa di Riposo “D.Cardo”, Facoltà di Medicina dell’Ateneo Scaligero e Conservatorio di Musica “F. E. Dall’Abaco” di Verona, è nato l’Orpheus Project che si è posto tra gli obiettivi anche quello di valutare la possibilità dell’impiego della musica nell’ambito delle cure palliative presso l’Hospice San Cristoforo di Cologna Veneta (VR). Tale progetto pilota è stato attuato concretamente da una psicologa (psicoterapeuta cognitivo comportamentale) e da un musicoterapeuta. Nei pazienti con patologia tumorale in fase terminale il tono dell’umore si sposta spesso sul versante depressivo con sentimenti di scarsa considerazione di sé e/o di autocolpevolizzazione. Sul piano delle relazioni si può assistere ad un graduale ritiro sociale con impoverimento dei rapporti tra pazienti, familiari e conoscenti. (1) Tra gli intenti dell’esperienza c’è stato, a tal proposito, anche quello di valutare la possibilità di spostare l’attenzione dei pazienti dai propri pensieri negativi facendo musica insieme secondo i principi e le strategie della Terapia Cognitiva (2). L’”Approccio Socio-Cognitivo” di Bandura (3) che recupera i principi del Determinismo Reciproco (4), ha indotto inoltre a creare uno “spazio sonoro” con forte connotazione positiva e rasserenante.

Il protocollo d’intervento attuato: canto corale, partecipazione dell’ospite e dei familiari all’esecuzione strumentale, ascolto di pezzi suonati dal vivo, in accordo con la letteratura internazionale sull’argomento (5, 6, 7, 8, 9,10), ha ottenuto risultati molto interessanti nei pazienti permettendo loro di recuperare importanti aspetti della propria vita, aumentare la stima di sè, migliorare l’umore e i rapporti con gli altri. Lo “spazio sonoro” connotato positivamente ha inoltre favorito la comunicazione tra parenti, equipe e pazienti rendendo il clima più sereno e disteso come è possibile rilevare dalla documentazione visiva che verrà proposta

 

1. Beck A.T., Rush A., Shaw B.F. & Emery G. (1979). Cognitive Therapy of Depression. New York: The Guilford Press. (Trad. It. Terapia Cognitiva della depressione, Torino: Bollati Boringheri, 1987)

2. L. Bizzini. Psicoterapia cognitivo-comportamentale in Scocco P., De Leo D., Pavan L.; Manuale di psicoterapia dell’anziano. Bollati e Boringheri, 2001; 88-116. 

3. Bandura A. (1976). Social Learning Theory. In Spence, J.T., Carson, R.C. Thibaut, J.W. (a cura di). Behavioral approaches to therapy. General Learning Press, Morristown.

4. Meazzini P. (1995) La Terapia del Comportamento: una storia. Serie -Il Comportamento Umano- (1) 13-15.

5. Aldridge D. Music Therapy in Palliative Care. New Voices. London and Philadelphia. Jessica Kingsley Publishers; 1999

6. Bailey LM. The role of music therapy. In: M.O.C. Pain (ed). Syllabus of Postgraduate Course. New York: Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, 1985

7. Curtis SL. The effect of music on pain relief and relaxation of the terminally ill. J Music Ther 1986; 23(1): 10-24

8. Spintge RWK. The anxiolytic effects of music. In: Lee MHD (ed). Rehabilitation, Music and Human Well-Being. Saint Louis: MMB Music, Inc., 1989 )

9. Gross J, Swartz R. The effects of music therapy on anxiety in chronically ill patients. Music Ther 1982; 2(1): 43-52

10. Salmon D. Music and emotion in palliative care. J Palliat Care 1993; 9(4): 48-52